Tecnico dell’igiene ospedaliera: un lavoro discreto, ma indispensabile

Morija
  • 26 Ottobre 2026
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Al Centro medico-chirurgico (CMC) di Kaya, alcune persone lavorano lontano dai riflettori, ma svolgono un ruolo essenziale nella qualità delle cure. È il caso di Nestor Sawadogo, tecnico dell’igiene ospedaliera. Si occupa, tra l’altro, della pulizia del Centro e della sterilizzazione degli strumenti utilizzati in sala operatoria.

Come è arrivato al Centro?

Nel 2006 ho dovuto interrompere gli studi per cercare un lavoro e contribuire al sostentamento della mia famiglia, dopo la morte di mio padre. Quattro anni dopo, il CMC aveva appena costruito la sala operatoria e cercava un tecnico dell’igiene ospedaliera.

Ho partecipato all’inaugurazione e alla prima missione chirurgica, insieme all’équipe arrivata dalla Svizzera. Poco alla volta ho imparato questo mestiere, prima sul campo e poi seguendo una formazione presso l’École Nationale de Santé Publique di Tenkodogo. Nel 2012 il dottor Hügli mi ha proposto un impiego a tempo indeterminato e nel 2013 ho conseguito il diploma.

Che cosa l’ha spinta a impegnarsi?

Sono stato colpito dalla dimensione sociale del Centro, in particolare dall’aiuto offerto alle persone con disabilità. Volevo dare il mio contributo affinché i malati potessero ritrovare la salute.

Posso testimoniare quanto il CMC sia cresciuto, in termini di personale, infrastrutture, qualità delle cure e organizzazione.

In concreto, in cosa consiste il suo lavoro?

Mi occupo della pulizia e della disinfezione dei locali e delle attrezzature, della gestione dei rifiuti sanitari, ma anche della sensibilizzazione dei pazienti e dei loro accompagnatori. In sala operatoria, mi occupo soprattutto della decontaminazione e della sterilizzazione degli strumenti chirurgici.

Una giornata di lavoro comincia presto…

Sì! Nei giorni in cui ci sono interventi, comincio alle 5.30 e posso finire tra le 19 e le 21. Preparo gli strumenti e i prodotti per la disinfezione, le sale operatorie e i diversi locali.

Dopo ogni intervento pulisco le sale e trasporto i rifiuti fino all’inceneritore. Controllo inoltre le attrezzature e i materiali di consumo e tratto gli strumenti utilizzati per le medicazioni.

Perché questo lavoro è così importante?

L’igiene permette naturalmente di prevenire le infezioni. Molti di questi gesti essenziali sono invisibili ai pazienti. Eppure contribuiscono direttamente alla qualità e alla sicurezza delle cure.

Qual è la difficoltà maggiore?

Il carico di lavoro è importante: siamo solo in due a occuparci dell’igiene ospedaliera, mentre il numero di interventi aumenta. Anche alcune attrezzature, come le autoclavi o il gruppo elettrogeno, possono complicare il nostro lavoro quando si guastano.

Ma mi piace questo lavoro, soprattutto la sterilizzazione!

C’è un paziente che l’ha particolarmente colpita?

Sì, Julien, nel 2015. Dopo l’operazione, la sua ferita non guariva. Doveva sottoporsi ad alcuni esami e ricevere un antibiotico adeguato, ma la sua situazione economica non gli permetteva di sostenerne i costi, nemmeno al prezzo agevolato praticato dal CMC.

Insieme all’infermiera responsabile delle cure, ci siamo mobilitati per sostenerlo. Alla fine è guarito e siamo rimasti in contatto a lungo!

Cosa direbbe a chi non vede il suo lavoro?

È un lavoro fondamentale che passa quasi inosservato, ma è indispensabile. Un centro può avere i medici più competenti del mondo, ma senza igiene e sterilizzazione non è possibile garantire cure sicure.

L’igiene e la sterilizzazione proteggono i pazienti e contribuiscono al buon esito degli interventi.

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